Fare internazionalizzazione: chi ha spostato il mio mercato?

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Parlare di internazionalizzazione diventa quasi banale, tutti pensano di sapere come si fa e tutti ne parlano … ma è un argomento poco conosciuto e un cammino che poche aziende e professionisti stanno prendendo sul serio, purtroppo.

Internazionalizzazione vuol dire prendere una strada nuova e diversa …
Vuol dire cambiare, vuol dire osare, vuol dire investire!

Come far capire alle aziende l’importanza di investire nelle persone, nella comunicazione e in lavoro per trovare questa strada?
Chi ha spostato il mio formaggio?Ringrazio Paolo Angeri di Loghion: qualche giorno fa parlando di internazionalizzazione con lui mi ha fatto tornare in mente un libricino “Chi ha spostato il mio formaggio?” di Spenser Johnson, che nella sua semplicità è GENIALE!, e che Roberto Chessa riassume così bene.
Vi consiglio assolutamente di comperarlo e di leggerlo!
Cercando sul web un articolo del Sole 24 Ore di un paio di anni fa “Il check-up per le aziende che vogliono andare sui mercati internazionali” si trovano ben 496.000 risultati … non è forse un segnale?
Il giornalista spiegava chiaramente 4 indispensabili diversi principi da non sottovalutare per un approccio corretto:

  • L’analisi delle risorse umane: già questa fase crea qualche difficoltà: siete preparati? flessibili? siete capaci di adattarvi?
  • L’analisi delle capacità di marketing: è fondamentale verificare il materiale di comunicazione, tradurlo in più lingue secondo le necessità e fare una ricerca di mercato per il settore di appartenenza della società nei vari paesi nei quali si vuole andare…
  • L’analisi delle risorse finanziarie: questa è un’altra delle cose fondamentali da fare e capire: non si può fare internazionalizzazione gratis!
    Un buon professionista che si impegna e che telefona o corre in mezzo mondo per voi deve essere pagato, altrimenti il lavoro non può essere fatto.
  • L’analisi delle risorse tecniche: i mercati esteri possono differire dai nostri, verificare dunque se ci sono dei cambiamenti da effettuare, se siamo in grado di farli e soprattutto se lo vogliamo veramente.

Ho iniziato ad accompagnare la aziende a vendere all’estero prima che fosse utilizzata la parola “internazionalizzazione”:
Un giorno, nel lontano 1999, ho preso carta e penna e ho preparato un progetto nel quale coinvolgevo 5 aziende di stampa italiane per creare un ufficio commerciale estero in outsourcing a Parigi: le aziende hanno aderito, ognuna di esse faceva dei prodotti diversi e insieme diventavano un prodotto completo da proporre.
Abbiamo lavorato insieme fino alla crisi del settore della stampa nel 2005.

Mi sono detta che era una bella idea e ho continuato.

E’ così che dopo qualche anno di lavoro per conoscere l’Africa, i suoi professionisti, le sue realtà e le sue opportunità nel 2014 è nato il progetto UP2gether: scoprite la nostra sezione “paesi per iniziare a conoscerne i 54 paesi.

Nei prossimi anni l’Africa, con una crescita media estremamente alta e la nascita di una “middle class” che si rinforza ogni anno e  consuma sempre di più, è già diventata “paese emergente”, qualcuno forse non se ne è ancora accorto…

Scopriamola insieme!


Immagine in testa all’articolo a cura di Graeme Maclean

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